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sabato 6 settembre 2014

Ti dico io come ti devi tradurre!

Un'altra perla che ci dimostra la taratura (e la tara) mentale di certi individui che s'inchinano a vicenda, accomunati dal medesimo gusto orrido e infantile per l'irrilevante e il dileggio — fine a sé stesso — dell'altro.

Sono tal Mazzetta e tal psicologa (esatto) Junghiana Collevecchio, impegnati a mostrarci tutti i carati delle loro maestose e dignitose capacità.

Evidentemente Riotta è un loro gradito bersaglio (tutti i bulli hanno le loro fissazioni), come suggerisce una precedente ornitoteca, “I massacri inutili”.

Qual è questa volta l'ignobile colpa di Riotta? Il fatto di aver scritto due tweet che, a detta del duo dileggiante, dovevano essere uno traduzione dell'altro.

Da nessuna parte Riotta asserisce che lo siano: esprimono entrambi, in modo un po' diverso, lo stesso concetto. Scelta di parole diverse, forse perché ogni lingua ha la sua estetica, la sua giusta (soggettivamente) scelta di costrutti e parole, il suo potere espressivo, e comunica un'idea meglio in un modo piuttosto che in un altro — o forse perché, più banalmente, il dottore non prescrive traduzioni letterali pena il dileggio di due emeriti che ben rappresentano, nelle mie collezioni folkloristiche, ciò a cui un essere umano razionale non dovrebbe assomigliare (intellettivamente).

In inglese Riotta ha scritto:

Killing journalists Isis spews hatred and intollerance but unwittingly proves journalism is indeed alive

“Ma” in italiano invece ha osato scrivere qualcosa di diverso (secondo me fondamentalmente nella distanza semantica tra unwittingly e a sorpresa1), qualcosa che non è la fedele traduzione del tweet precedente2:

Uccidendo giornalisti l'odio intollerante dei terroristi Isis prova a sorpresa perché il giornalismo è vivo

Allo gogna il reo!


  1. Uccidendo dei giornalisti, l'Isis vomita odio e intolleranza, ma involontariamente prova in realtà che il giornalismo è vivo”. A sorpresa (è una epifania) realizzo che questi terroristi, con il loro odio intollerante, provano, certamente senza averne l'intenzione, il motivo per il quale il giornalismo è vivo. Considerando un pensiero quasi la rielaborazione (conseguente) dell'altro, piuttosto che la sua traduzione “uno a uno”, si evita la rigida corrispondenza biunivoca tra unwittingly e a sorpresa (non necessaria e non richiesta — a differenza di quanto pretendono persone che hanno due o tre schemi di pensiero in tutto), eliminando così la percepita “distanza semantica”.

  2. Spero che la Collevecchio e questo Mazzetta non si sorprendano troppo scoprendo quante volte i traduttori tradiscono il testo. A volte lo fanno veramente in modo “significativo” (e non involontariamente) tanto da esporsi a facili critiche — o tanto da doversi spendere in spiegazioni. Le traduzioni letterali, fredde e quasi meccaniche, non giovano però alla letteratura; perciò spero che i due paladini non si cimentino professionalmente in questa difficile attività, visto che la rigida forma mentis che mostrano in questo “attacco” suggerisce la mancanza di doti senza le quali un traduttore sarebbe indistinguibile da qualunque altro.

La scappatoia dell'ingegnere

Visto che l'ingegnere si è impegnato a intorpidire le acque, riprendo un attimo la questione del suo errore logico, che avevo già illustrato nell'ornitoteca “Imparo dall'ingegnere”. Cercherò di concentrarmi sull'essenziale per ottenere brevità e forse addirittura chiarezza.

Abbaia a comando (ovvero: cos'è un troll)

In seguito al post precedente l'ingegnere, un po' piccato (diciamo così), ha dato il via ad una serie di tweet che hanno prodotto materiale per alcune altre ornitoteche. L'impegno maggiore è stato profuso a screditarmi; di argomenti ce ne son stati ben pochi (è un eufemismo) “corretti”.

Renzi che sbaglia, non certo solo la firma

Renzi mette la firma accanto alla bandiera sbagliata (e così fa Hollande): un pretesto per “attaccare” l'avversario politico evidenziandone la mancanza di erudizione, o altro. Però, prima di dargli dello stupido ignorante, non sarebbe il caso di considerare altre ipotesi? Tanto, che lo sia o meno, non cambia la sostanza della sua politica e quindi perché attaccarsi a queste cose?

Un pezzo da collezione dell'ornitoteca che lascia interessanti domande sulla complessità della vista (umana, ma solo perché è questa che ci riguarda): Renzi che sbaglia, non certo solo la firma.

Anche i grandi sbagliano

Questo non è propriamente un cinguettio, ma illustra un modo di ragionare abbastanza frequente e che perciò ritroviamo pure tra i cinguettatori e può tranquillamente entrare, honoris causa, nell'ornitoteca: Anche i grandi sbagliano, dunque.

Buonismi e ragionamenti

Il fatterello è questo.

Iper-sensibilità e iper-reattività su twitter

Altri cinguettii che fanno parte dell'ornitoteca, ante litteramIper-sensibilità e iper-reattività su twitter.

Nuvole e asini volanti

Anche questo si può considerare da ornitoteca, sempre ante litteram. Nuvole e asini volanti riproduce un dialogo immaginario che potrebbe benissimo essere uno scambio di tweet…

Il QI medio della media

Altri pigolii da ornitoteca ante litteram: Il QI medio della media.

Rivelazioni

Pigolii degni dell'ornitoteca, ante litteram: Rivelazioni!